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C’era una volta Hyrule: 40 anni di The Legend of Zelda

Una delle saghe videoludiche più belle di sempre compie 40 anni, ripercorriamo insieme la magia!

C’era una volta un mondo senza tutorial, senza mappe, senza NPC che ti spiegavano la via da intraprendere ogni tre passi. C’era solo un eroe vestito di verde, una spada nascosta in una grotta e una frase che, per molti di noi, è stata più educativa di qualunque manuale scolastico:
“It’s dangerous to go alone! Take this.”

Era il 1986 e The Legend of Zelda stava nascendo. Non come semplice videogioco, ma come esperienza di scoperta. Un gioco che non ti prendeva per mano: ti buttava fuori di casa e ti diceva “vai, esplora, arrangiati”. Ed è forse per questo che, a distanza di quarant’anni, Zelda non è invecchiato: siamo stati noi a crescere con lui.

Negli anni ’80 disegnare mappe su quaderni a quadretti era normale (NdR per me che non so tirare una riga diritta era un incubo disegnare qualunque cosa XD) . Bombardare muri a caso, bruciare cespugli sospetti e condividere segreti a ricreazione faceva parte del gioco. Zelda non voleva solo essere finito: voleva essere vissuto. E quella filosofia non ha mai abbandonato la serie, nemmeno quando è passata al 3D, nemmeno quando ha riscritto le regole dell’open world.

Perché Zelda è questo: una saga che non ripete mai se stessa, ma riesce sempre a sembrare immediatamente familiare. È cambiata forma, prospettiva, stile grafico, struttura narrativa. È passata dal 2D al 3D, dal realismo al cel‑shading, dai dungeon ordinati alla libertà totale. E ogni volta qualcuno ha detto “non è più Zelda”… salvo poi ricredersi qualche anno dopo.

Zelda è anche una questione di musica. Bastano poche note per evocare Hyrule, l’avventura, il senso di epica. Koji Kondo non ha scritto semplici colonne sonore: ha inciso nella memoria collettiva melodie che oggi riconosceremmo anche suonate con un citofono.

E poi c’è Link. Un eroe che non parla, ma dice tutto. Un personaggio che cambia volto, età, destino, eppure resta sempre lui. Forse perché, in fondo, Link siamo noi: spaesati, curiosi, testardi, pronti a infilarci in un dungeon anche senza sapere cosa ci aspetta.

In quarant’anni Zelda ha anche sperimentato, a volte sbagliando clamorosamente (sì, parlo proprio dei giochi per Philips CD‑i), ma anche questo fa parte della leggenda. Perché una saga che osa, ogni tanto inciampa. E Zelda ha sempre preferito rischiare piuttosto che diventare prevedibile.

E ora, per onorare davvero questi 40 anni, ecco l’unica lista che conta: tutti i giochi di The Legend of Zelda, dal primo all’ultimo, principali e spin‑off, inclusi quelli che Nintendo finge di non ricordare.

Tutti i giochi di The Legend of Zelda – in ordine di uscita

  1. The Legend of Zelda (1986) – Famicom Disk System / NES
  2. Zelda II: The Adventure of Link (1987) – NES
  3. The Legend of Zelda: A Link to the Past (1991) – SNES
  4. The Legend of Zelda: Link’s Awakening (1993) – Game Boy
  5. The Legend of Zelda: Ocarina of Time (1998) – Nintendo 64
  6. The Legend of Zelda: Majora’s Mask (2000) – Nintendo 64
  7. The Legend of Zelda: Oracle of Seasons (2001) – Game Boy Color
  8. The Legend of Zelda: Oracle of Ages (2001) – Game Boy Color
  9. The Legend of Zelda: The Wind Waker (2002) – GameCube
  10. The Legend of Zelda: Four Swords Adventures (2004) – GameCube
  11. The Legend of Zelda: The Minish Cap (2004) – Game Boy Advance
  12. The Legend of Zelda: Twilight Princess (2006) – GameCube / Wii
  13. The Legend of Zelda: Phantom Hourglass (2007) – Nintendo DS
  14. The Legend of Zelda: Spirit Tracks (2009) – Nintendo DS
  15. The Legend of Zelda: Skyward Sword (2011) – Wii
  16. The Legend of Zelda: A Link Between Worlds (2013) – Nintendo 3DS
  17. The Legend of Zelda: Tri Force Heroes (2015) – Nintendo 3DS
  18. The Legend of Zelda: Breath of the Wild (2017) – Wii U / Switch
  19. The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom (2023) – Nintendo Switch
  20. The Legend of Zelda: Echoes of Wisdom (2024) – Nintendo Switch

Spin‑off e titoli speciali

  • Link’s Crossbow Training (2007) – Wii
  • Freshly‑Picked Tingle’s Rosy Rupeeland (2006) – Nintendo DS
  • Hyrule Warriors (2014) – Wii U
  • Hyrule Warriors: Age of Calamity (2020) – Nintendo Switch
  • Hyrule Warriors: Age of Imprisoment (2025) – Nintendo Switch
  • Cadence of Hyrule (2019) – Nintendo Switch
  • Link: The Faces of Evil (1993) – Philips CD‑i
  • Zelda: The Wand of Gamelon (1993) – Philips CD‑i
  • Zelda’s Adventure (1994) – Philips CD‑i

Quarant’anni dopo, Zelda è ancora qui. Non perché sia rimasto uguale, ma perché ha avuto il coraggio di cambiare. Finché ci sarà qualcuno disposto a entrare in una grotta senza sapere cosa troverà, finché una melodia a 8‑bit saprà ancora emozionare, la leggenda continuerà.

E ora scusate: devo andare a controllare quel muro sospetto. Potrebbe nascondere un segreto.

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