
La conferenza di Kazuhiko Torishima, uno degli ospiti più attesi del Comicon di Napoli 2026, è stata un viaggio nel passato degno della macchina del tempo di Trunks. Appena è salito sul palco, la sala è diventata un mix di nostalgia pura e risate, come se tutti fossimo tornati bambini davanti alla TV a guardare Goku per la prima volta.
Uno dei momenti più interessanti è stato quando Torishima ha spiegato la differenza della caratterizzazione tra Goku piccolo e Goku adulto.
Secondo il suo punto di vista Goku bambino è “un concentrato di energia ingestibile”, mentre Goku adulto è “un concentrato di muscoli… ingestibili allo stesso modo”.

Poi ha raccontato un curioso aneddoto:
Il significato della famosa “Z” aggiunta per la seconda serie di Dragon Ball.
Torishima l’ha raccontata con la naturalezza di chi ammette di aver fatto una scelta (condivisa con Toriyama) non proprio lungimirante….L’ultima lettera dell’alfabeto, la “Z” in quanto quella doveva essere l’ultima avventura di Goku… ma sappiamo dopo qualche decennio che non é poi andata proprio così.

Tra una battuta e l’altra, ha parlato anche del rapporto con Toriyama, delle idee scartate, delle follie di Toryama che voleva disegnare solo “vecchietti” e di come certe decisioni “geniali” siano nate più per caso che per strategia.

Ed è proprio questo che ha reso la conferenza speciale: vedere il lato umano, simpatico e spontaneo dietro un’opera che ha segnato generazioni. Si è usciti dalla sala con un sorriso enorme e una certezza:
non abbiamo solo ascoltato Torishima. Abbiamo rivissuto un pezzo della nostra infanzia.

