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City Hunter: Il ritorno del videogioco cult di Ryo Saeba tra nostalgia e limiti d’epoca

Dopo oltre trent'anni di esclusiva giapponese, City Hunter arriva finalmente in Occidente. Una riedizione ricca di fascino per i fan di Ryo Saeba, ma con gameplay e level design che mostrano tutti i segni del tempo.

SUNSOFT, Clouded Leopard Entertainment e Red Art Studios hanno annunciato City Hunter, il revival del celebre action a scorrimento laterale uscito su PC Engine nel 1990. Il tie-in dedicato a Ryo Saeba arriva finalmente in Occidente dopo oltre trent’anni di esilio giapponese, riportando alla luce uno dei videogiochi più curiosi legati al manga di Tsukasa Hojo. Una mossa che farà brillare gli occhi ai fan della serie, salvo poi ricordare loro, dopo pochi minuti, perché nessuno ne parlava da così tanto tempo.

L’idea di partenza è perfetta sulla carta. Sei Ryo Saeba, investigatore privato, giustiziere urbano e professionista del flirt molesto, alle prese con trafficanti, rapimenti e organizzazioni criminali sparse per Tokyo. Materiale che nell’anime e nel manga generava inseguimenti spettacolari, situazioni assurde e una valanga di battute. Qui invece tutto viene raccontato con l’entusiasmo di un modulo burocratico: qualche schermata di testo, due dialoghi e via verso il livello successivo.

Il problema più grosso è proprio questo. Senza il suo umorismo e senza il suo cast, City Hunter perde gran parte della propria identità. Rimane il nome famoso sulla copertina, ma il cuore della serie resta quasi sempre fuori dallo schermo.Poi si inizia a giocare e si scopre che il vero obiettivo non è fermare i criminali. È capire dove accidenti bisogna andare. Ogni livello è costruito come un enorme dedalo di stanze, porte e corridoi che sembrano progettati appositamente per farti perdere. Apri una porta. Vicolo cieco. Ne apri un’altra. Torni dove eri cinque minuti prima. Ne apri una terza. Sei nella stanza sbagliata ma con e nemici nuovi che nel frattempo sono ricomparsi. Dopo un po’ non hai più l’impressione di impersonare un detective. Ti senti più uno che ha perso le chiavi di casa.

Gli scontri a fuoco, dal canto loro, svolgono il compitino senza mai entusiasmare. Si spara, ci si abbassa, si procede. Fine. I controlli sono rigidi, la risposta ai comandi è quella tipica di certi giochi di inizio anni Novanta e spesso i nemici riescono a colpirti ancora prima di entrare in scena. Più che una sfida sembra una continua trattativa tra il giocatore e il gioco per stabilire cosa sia considerato corretto. La nuova edizione prova a rendere tutto più digeribile. Il rewind permette di cancellare gli errori, la modalità Enhanced ritocca il sistema di combattimento e non mancano filtri CRT, galleria e opzioni varie per gli appassionati del retrogaming. Sono aggiunte utili, ma assomigliano più a cerotti che a una vera operazione di restauro. Sul fronte audiovisivo il titolo si difende meglio. Gli sprite richiamano immediatamente il manga e l’atmosfera urbana è quella giusta. Nulla che facesse gridare al miracolo nel 1990 e nulla che lo faccia oggi. La colonna sonora invece riesce ancora a lasciare il segno, soprattutto quando parte Get Wild dei TM Network. In quel momento il fan di City Hunter torna improvvisamente adolescente e diventa molto più indulgente con tutto il resto.

La cosa più sorprendente è che l’avventura si conclude in appena un paio d’ore. Gli sviluppatori dell’epoca sembrano essersene accorti e hanno tentato di allungarne artificialmente la vita con percorsi tortuosi, respawn continui e una difficoltà che a tratti confina con l’accanimento terapeutico. Alla fine questa riedizione è un po’ come ritrovare una vecchia VHS dimenticata in soffitta. È affascinante, profuma di storia e ha un grande valore affettivo. Ma una volta inserita nel videoregistratore diventa evidente che il ricordo era spesso più bello dell’esperienza reale. Per i fan di Ryo Saeba è una curiosità da riscoprire. Per tutti gli altri è soprattutto una lezione di storia videoludica: interessante da visitare, meno da abitare.

Oltre alla release digitale, City Hunter arriverà anche in formato fisico per PS5 e Switch e saranno disponibili tre versioni:

  • Standard Edition
  • Collector’s Edition
  • Deluxe Edition

Gli ordini sono già aperti sullo store ufficiale di Red Art Games.

Verdetto Ready Player Nerd

City Hunter colpisce dritto al cuore dei nostalgici grazie ai suoi personaggi iconici e all’atmosfera fedele all’anime, ma fatica a fare centro quando si parla di gameplay e varietà. Un adattamento piacevole per i fan più accaniti, ma troppo datato per lasciare davvero il segno.

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