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L’eco di una leggenda che rifiuta di morire: l’ultima ribalta di Brenno da Tollermàt di Gianpaolo Iglio

Un patto per il possesso di un artefatto magico riaccende la gloria, ma ogni patto nasconde sempre un prezzo.

C’è un momento, nella vita di ogni eroe – o presunto tale – in cui il richiamo della gloria passata diventa più assordante del silenzio del presente. È proprio in questo fragile equilibrio tra nostalgia e disillusione che si inserisce L’ultima ribalta di Brenno da Tollermàt, racconto fantasy firmato da Gianpaolo Iglio e pubblicato da Phoenix Publishing nel 2023.

Il protagonista, il nano Brenno da Tollermàt, non è l’eroe epico a cui il fantasy classico ci ha abituati. Niente profezie ancestrali, nessun mondo da salvare, nessun oscuro signore da sconfiggere. Brenno è una vecchia gloria di uno sport popolare nel suo Ducato, ormai relegato a un presente fatto di sconfitte e rimpianti. È un personaggio stanco, logorato più dalla memoria di ciò che è stato che dalla realtà che vive. E proprio per questo, incredibilmente umano.

L’incontro con un misterioso leprecauno – figura liminale tra il fiabesco e l’ingannatore – accende la scintilla della storia: un artefatto magico, capace di restituire a Brenno l’ebbrezza della vittoria, in cambio di un patto apparentemente semplice: restituirlo una volta ottenuto l’ultimo trionfo. Ma, come ogni lettore di fantasy ben sa, i patti con la magia hanno sempre un prezzo più alto di quello dichiarato.

Iglio costruisce una narrazione che si muove con leggerezza tra ironia e malinconia, alternando momenti di autentico umorismo a passaggi carichi di pathos. Il linguaggio è accessibile, mai banalizzato, e accompagna il lettore con naturalezza in una storia che, pur nella sua dimensione fantastica, parla in modo diretto e sincero di insicurezze profondamente umane.

Il vero cuore del racconto, infatti, risiede nella sua dimensione allegorica: la lotta di Brenno non è contro un nemico esterno, ma contro sé stesso. La cosiddetta “sindrome dell’impostore” si insinua tra le pieghe della trama, trasformando ogni vittoria in un dubbio, ogni successo in una domanda scomoda: “lo merito davvero?”. In questo senso, L’ultima ribalta di Brenno da Tollermàt si distingue come un fantasy atipico, più intimo e riflessivo, capace di parlare soprattutto a un pubblico young adult, ma perfettamente fruibile anche da lettori più maturi.

Uno dei punti di forza dell’opera è proprio lo sviluppo psicologico del protagonista. Brenno è un personaggio stratificato, imperfetto, a tratti persino fragile. Non è la forza fisica a definirlo, ma il suo rapporto conflittuale con il passato e con le aspettative degli altri – e forse, soprattutto, con quelle che lui stesso continua ad alimentare.

Chi conosce Gianpaolo Iglio per il suo lungo percorso nel giornalismo videoludico – dalle pagine di Game Republic e PS Mania, fino al ruolo di docente universitario e autore del saggio Storia delle Avventure Grafiche: l’eredità Sierra – ritroverà anche in questo esordio nel fantasy una sensibilità narrativa attenta alla costruzione dell’esperienza. Non è un racconto che punta allo spettacolo, ma alla connessione emotiva, proprio come certi videogiochi che restano impressi non per la difficoltà delle sfide, ma per quello che riescono a farci provare.

In un panorama spesso dominato da epopee grandiose e universi sterminati, L’ultima ribalta di Brenno da Tollermàt sceglie una strada più raccolta e, proprio per questo, più incisiva. È una storia di seconde occasioni, di tentazioni difficili da ignorare, e di promesse ancora più difficili da mantenere.

Un racconto che si legge con piacere, ma che lascia qualcosa anche dopo l’ultima pagina: la sensazione che, a volte, la sfida più importante non sia tornare a vincere… ma accettare chi siamo diventati.

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